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10月26日 guardare e vedereGuardo il cielo dopo la lunga pioggia. Tutto normale. E' pieno di nuvole chiare che nascondono totalmente il cielo, ma non i suoi raggi, e ogni tanto si vede qualche macchia di cielo azzurrissimo. Lo guardo per qualche minuto. Poi a un tratto lo vedo. E posso assicurare che vederlo non è come guardarlo. Vedere quel cielo è stato come capire la verità, così, all'improvviso e inspiegabilmente. cristiani e cretiniCristiano, che ovviamente significa "seguace di Cristo", nella tradizione evangelica sta ad indicare "seguace di Gesù". [...]
Col passare del tempo l'espressione è poi passata a indicare dapprima una persona qualunque, come nell'inglese christened, "nominato" o "chiamato", e poi un poveraccio, come nel nostro povero cristo. Addirittura, lo stesso termine cretino deriva da "cristiano" (attraverso il francese crétin, da chrétien), con un uso già attestato dall'Encicopedia nel 1754: secondo il Pianigiani, "perchè cotali individui erano considerati come persone semplici e innocenti, ovvero perchè, stupidi e insensati quali sono, sembrano quasi assorti nella contemplazione delle cose celesti". L'accostamento tra Cristianesimo e cretinismo, apparentemente irriguardoso, è in realtà corroborato dall'interpretazione autentica di Cristo stesso, che nel Discorso della Montagna iniziò l'elenco delle beatitudini con: "Beati i poveri di spirito, perchè di essi è il Regno dei Cieli" [...]
In fondo, la critica al Cristianesimo potrebbe dunque ridursi a questo: che essendo una religione per letterali cretini, non si adatta a coloro che, forse per loro sfortuna, sono stati condannati a non esserlo. Tale critica, di passaggio, spiegherebbe anche in parte la fortuna del Cristianesimo: perchè, come insegna la statistica, metà della popolazione mondiale ha un'intelligenza inferiore alla media, ed è dunque nella disposizione di spirito adatta a questa e altre beatitudini.
[Piergiorgio Odifreddi. Perchè non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)] 10月25日 quando faresti di tutto e quando noPoi improvvisamente faresti di tutto per una persona, senza essere in alcun modo ricambiato.
Poi improvvisamente qualcuno farebbe di tutto per te, senza essere in alcun modo ricambiato.
Poi improvvisamente tu faresti di tutto e lei farebbe di tutto e allora non c'è più un tu e un lei ma solo un grande voi.
Poi improvvisamente ti distacchi dal mondo e non te ne frega un cazzo di tutte le persone per cui avresti fatto di tutto, non te ne frega di non aver ricambiato chi avrebbe fatto di tutto per te, non te ne frega del grande voi, non te ne frega e basta.
Il primo principio di apatia nei confronti del mondo, nei confronti deli altri, nei confronti di te stesso, soprattutto.
Può sembrarti bello, all'inizio, ma è uno schifo.
All'inizio impari a fottertene degli altri, a pensare un po' a te.
Poi improvvisamente ti scopri staccato anche dal tuo stesso corpo, dai tuoi stessi pensieri. E allora ci provi a ritornare sui tuoi passi ma non è facile trovare di nuovo una persona per la quale faresti di tutto nè una persona che farebbe di tutto per te, forse sarà ancora più difficile che queste due persone siano in realtà la stessa persona e riscoprire un grande voi.
Pensieri inutili. 10月23日 è stato splendido amartiAnche se non sei più il MioBimboFuso riesci sempre a scuotermi in qualche modo. E' stato splendido amarti. E' sempre splendido ricordarti. Sarà splendido sentirti ancora, anche se impossibile sentirti ancora mio. Sono un po' malinconica ma non posso che augurarti il meglio.
"Quando un giorno sarai lontano e vedrai il cielo quando si colora, pensami almeno per un momento pensami almeno per mezzora" 10月22日 breve interruzione del lungo nullaMi rendo conto che qualcosa non va affatto quando l'unica voglia che mi rimane è quella di infilarmi sotto le coperte, dormire e svegliarmi solo quando tutti i miei problemi si saranno risolti. Bene, non posso farlo. Quindi passo le giornate a fare il fantasma, forse per compensare il fatto che il mio fantasma mi abbia finalmente (o no?) abbandonata. Ora che ci penso, però, sono sicura che tornerà ancora a perseguitarmi e a darmi qualche buono spunto per le mie scene patetiche in veste di vittima del mondo. Torno a fare quello che stavo facendo: nulla. 10月7日 sogni"ed il sole muore
mentre i miei sogni crollano
ed il sole dorme
e i sogni poi si scordano"
[Vasco. Dormi, dormi.]
Beh, penso ci sia poco da commentare. Per ora i sogni sono crollati e attendo con ansia il giorno in cui li scorderò. Attendo con ansia il giorno in cui scorderò il fantasma che mi segue tutti i cazzo di giorni. Attendo con ansia il giorno in cui scorderò la fottuta maledizione che mi perseguita da due anni. Attendo con ansia il giorno in cui la smetterò definitivamente di fare la vittima del mondo e inizierò a sorridere. Sorridere. 10月2日 lunga gara di resistenzaInizio a correre e l'idea non mi dispiace poi troppo. Corro e sono felice perchè sono in tempo, perchè reggo il passo, perchè è un mio diritto e dovere farlo. Corro e mi stanco. Corro e continuo a correre. In lontananza il traguardo, il mio traguardo. Scatto e sento le gambe che si muovono da sole, qualche passo mi divide da quel nastro che segna la vittoria. Fine. Mi piego in due, inspiro forte a pieni polmoni mentre mi tiro su. Sorrido perchè consapevole di aver dato il massimo. Qualcosa non torna, però. Sento delle grida, devo rimettermi a correre. Scopro di aver raggiunto solo uno dei traguardi che mi aspettano. Poco male, corro. Corro e corro con l'illusione che all'orizzonte mi stia aspettando la vera fine di questa lunga gara di resistenza contro me stessa. Doso le rimanenti forze e riesco a scattare di nuovo dopo una lunga ed equilibrata corsa. Ecco di nuovo il traguardo, ecco di nuovo il respiro di tregua, ecco di nuovo una finta tregua, ecco che di nuovo devo correre. E corro, cos'altro posso fare? Ho scelto io di correre, non posso certo tirarmi indietro. Corro, scatto, taglio il traguardo, respiro, guardo avanti e ri-corro e ri-scatto e ri-taglio il traguardo e ri-respiro e ri-guardo avanti e ri-ri-corro e ri-ri-scatto e ri-ri-taglio il traguardo e ri-ri-respiro e... E via così, altre due, tre, quattro, ho perso il conto. Qualche volta rientro davvero nei tempi, più spesso no. Qualche volta riesco a dosare davvero le forze, più spesso no. Qualche volta riesco anche a tirare due o tre respiri di sollievo, più spesso no. Continuo a ripetermi che ho scelto io di gareggiare, che non mi è stato imposto. Guardo avanti ancora una volta, non mi resta che correre, correre, correre. |
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