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10月14日

Quell'eterno istante

Vedo la tua giacca sulla mia sedia, il tuo borsone sotto la mia scrivania, i tuoi documenti e i tuoi soldi ben impilati tra il disordine delle mie cose, il tuo cappellino sui miei libri, i tuoi vestiti con i miei ai piedi del letto.

Potrei stare ore e ore qui
ad accarezzare
la tua bocca ed i tuoi zigomi
senza mai parlare,
senz'ascoltare altro nient'altro che
il tuo respiro crescere,
senza sentire altro che Noi
nient'altro che Noi.

Vedo il tuo viso, i tuoi occhi, le tue labbra in attesa di un mio bacio che tarda ad arrivare, ma che arriva.

Potrei star ferma immobile
solo con te addosso
a guardare le tue palpebre
chiudersi ad ogni passo
della mia mano lenta che scivola
sulla tua pelle umida
senza sentire altro che Noi
nient'altro che Noi.

Non vedo. Le lacrime me lo impediscono. E' felicità. E' pura.

Non c'è niente al mondo
che valga un secondo
vissuto accanto a te, che valga un gesto tuo,
o un tuo movimento,
perché niente al mondo
mi ha mai dato tanto
da emozionarmi come quando siamo Noi,
nient'altro che Noi.

Vorrei che questo istante durasse in eterno. 

Potrei perdermi guardandoti
mentre stai dormendo,
col tuo corpo che muovendosi
sembra stia cercando
anche nel sonno di avvicinarsi a me,
quasi fosse impossibile
per te sentire altro che Noi,
nient'altro che Noi.

 

[Ci sono interventi che, chissà per quale ragione, decidi di non pubblicare e restano salvati nelle bozze.. Poi ne ritrovi uno, questo, datato 07.05.08 e a distanza di cinque mesi lo rileggi e capisci che quell'istante, avendolo vissuto e scritto, durerà davvero in eterno. Grazie per gli infiniti indimenticabili momenti che mi hai fatto passare in otto mesi. Grazie per tutti quelli che mi farai vivere. Ti amo.]

10月8日

La mia normalità

M: hai presente quando speri tanto in qualcosa che è impossibile e paradossale..e poi..si avvera?
     ecco, è stato quello
I:   ho presente
     [...]
     ed all'inizio la vedevo così
     come un sogno insensato
     una cosa in cui non avrei mai realmente creduto
     perché vedevo troppo utopistica
M: [...]
     e ora invece è tutto così normale..è fantastico..
I:   lì è poi davvero la bellezza del tutto
     amare la normalità
     penso sia la fortuna più grande che si possa provare
M: in che senso?
I:   nel senso che
     quando ami ciò che consideri normale
     è il massimo
     non sogni null'altro
     vuoi solo preservare la tua quotidianità
     che è perfetta così com'è

 

E così mi ritrovo a pensare a quanto la parola "normale" sia vuota di significato fuori da un contesto specifico. A quanto questa parola, in bocca a gente sbagliata, abbia creato odio, differenze, pregiudizi. A quanto "normale" mi abbia resa anormale, diversa. A quanto mi faccia ridere che qualcuno creda ancora ciecamente in questa parola.
Normale.

 

 

[Sei tu la mia normalità che mi rende anormale, ti amo.]

 

(grazie a Ilaria per la chiacchierata virtuale di un po' di tempo fa)