4月28日
Vivo per gli interventi paralleli, anche per quelli scritti in ritardo.
Vivo per i sabato sera.
Vivo per l'attesa che separa un sabato dall'altro.
Vivo per tutti i momenti che ho ancora da vivere.
Vivo per tutti i momenti già vissuti.
Vivo per i momenti vissuti negli ultimi mesi, i migliori della mia vita.
Vivo per i sogni che faccio ogni notte, anche per quelli che mi lasciano turbata.
Vivo per il mio pc e per il mio cellulare, che mi permettono di sentire sempre vicine le persone lontane.
Vivo per i litigi in classe, anche per quelli che mi fanno stare male, anche per quelli che mi fanno piangere.
Vivo per le "discussioni", perchè in fondo sono sempre seguite dai chiarimenti e dalle coccole.
Vivo per le piccole cose, come un messaggio di buonanotte da chi me ne manda uno tutte le sere e da chi me ne manda uno quando mi pensa.
Vivo per le rare telefonate con un amico, quando siamo entrambi stanchi e in fondo abbiamo poca voglia di parlare, ma abbiamo bisogno di credere che l'amicizia c'è ancora, anche se è nascosta bene.
Vivo per le promesse di vedersi, anche quando poi non vengono mantenute.
Vivo per chi viene su da Roma ed è cambiato tanto, ma in fondo è rimasto lo stesso di sempre.
Vivo per le grigliate, per chi partecipa alle grigliate, per l'addetto al fuoco, per le vallette, per chi gioca a palla, per chi beve birra, per chi arriva quando c'è da mangiare, per chi bagna e non vuol essere bagnato, per chi fa discorsi seri, profondi e personali, per chi ha la conferma di ciò che già sospettava, per chi si ustiona dopo poco, per chi ha il segno delle maniche corte sulle braccia abbronzate, per chi organizza queste giornate.
Vivo per fare felici i miei genitori, anche se spesso il risultato è l'opposto, ma vivo anche solo per un loro sorriso.
Vivo per mio fratello, che mi fa sclerare come pochi, ma che è mio fratello e alla fine dentro siamo uguali.
Vivo per Piazza B, per la Jumping, per l'happy hour delle due medie a cinque euro, per il bagno dell'Antico.
Vivo per i bagni femminili dell'ultimo piano, unico luogo lontano dagli occhi della Roma (prof, se sta leggendo, sto scherzando! Non è vero! A scuola fumano solo al piano terra!)
Vivo per il ritorno a casa in macchina dopo una bella serata, vivo per cercare parcheggio sotto casa, vivo per trovarlo, vivo per controllare se il parcheggio va bene, vivo per salire in casa e fumare in balcone, vivo per stare su quel balcone, vivo per rientrare, vivo per quella notte.
Vivo per svegliarmi e "Buongiorno".
Vivo per tenere il muso e dire "non ho niente", perchè ormai ho capito che basta pensarci un po' di più per capire che spesso sono io a sbagliare.
Vivo per i miei diari delle medie, che mi ricordano che è con gli sbagli che sono cresciuta e diventata la persona che sono.
Vivo per questo blog, anche se scrivo sempre meno, perchè mi piace rileggerlo e realizzare che ora, finalmente, sto bene.
Vivo per te.
Vivo per un tuo sorriso, per una tua risata, per un tuo gesto, un respiro, un sospiro, un battito.
Vivo per amarti.
"Vivo per lei da quando sai
la prima volta l'ho incontrata
non mi ricordo come ma
mi è entrata dentro e c'è restata"