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    February 19

    C'è qualcosa nell'aria stasera che non si può!

    Questa sera, questa sera.. Non lo so! C'è qualcosa nell'aria stasera che non si può! Non si può spiegare a meno che non ritorni per forza a parlare ancora di te!

     

    Ci sono sere in cui non ti senti.
    Ci sono sere in cui vorresti essere malato per giustificare l'apatia che ti soffoca.
    Ci sono sere in cui ti viene voglia di scrivere e sfogare quel senso di ansia, di disperazione.
    Ci sono sere che avresti potuto vivere completamente e che hai invece preferito sprecare facendo qualcosa di inutile.
    Ci sono sere in cui tuo fratello ti chiede di fare qualcosa insieme e tu rispondi "dopo", ma quel dopo non arriva mai.
    Ci sono sere in cui guardi tutto quello che devi fare e pensi "domani", ma domani sarà lo stesso e quelle cose si accumulano senza che tu riesca a muovere un dito e attivarti per concluderle, una alla volta.
    Ci sono sere in cui hai tutto chiaro, sere in cui passi in rassegna la tua vita e la soluzione a qualsiasi problema è lì, nella tua mente, e aspetta solo di essere realizzata. Ma ci sono sere in cui dimentichi tutto, inesorabilmente.
    Ci sono sere in cui esci fuori in balcone a fumare e inizi a pensare in anafora, come se i tuoi pensieri si concretizzassero su un foglio di carta o su una pagina di word. Ed è forse proprio in quelle sere che provi a riportare tutto in maniera indelebile, perchè ciò che è scritto rimane, ma ti accorgi che niente era come l'avevi immaginato quando al freddo tremavi in balcone.
    Ci sono sere in cui guardi la persona che ami e vorresti dirgli ciò che provi, ma non lo fai. "Lo sa già", pensi. Non ti rendi neanche conto che una tua parola sarebbe importante, fondamentale.
    Ci sono sere in cui ripensi alla metafora del raviolo e ti viene da sorridere.
    Ci sono sere in cui guardi una foto e piangi, leggi ciò che hai scritto e piangi, pensi e piangi. Non ne puoi farne a meno, anche se ti rendi conto che non serve a niente e che forse il tuo pianto è anche immotivato.
    Ci sono sere che vuoi ricordare per sempre, in modo da evitare in futuro di trascorrerne altre anche solo lontanamente simili.
    Ci sono sere in cui ti hanno chiesto di uscire ma hai preferito affogare nel tuo non fare nulla, nella tua inutilità.
    Ci sono sere in cui pensi alle scelte che hai fatto e ti chiedi quante di queste vorresti cambiare. Ci sono sere peggiori in cui vorresti cambiarle tutte e sere migliori in cui in fondo ti rendi conto che senza quelle scelte, giuste o sbagliate, non saresti qui. Non così, almeno.
    Ci sono sere in cui vorresti avere tutti gli amici che avevi e che hai allontanato, sere in cui ti basterebbe dire quanto hai voluto bene a ognuno di loro e quanto ti faccia male non poter più contare sulla loro amicizia, sulle loro parole di conforto, sulle loro stupende risate contagiose.
    Ci sono sere in cui hai il terrore di allontanare anche chi ti sei tenuto stretto finora. Non lo farai mai.
    Ci sono sere in cui prenderti a pugni non sarebbe abbastanza.
    Ci sono sere in cui speri di essere perdonata. Non sai ancora da chi nè per che cosa, ma senti che qualcosa che hai fatto o non hai fatto può aver ferito qualcuno.
    Ci sono sere e notti e mattine e giornate intere che passeresti a letto.
    Ci sono sere che odi per la malinconia che c'è nell'aria.
    Ci sono Sere che ami per la felicità che ti danno, istante per istante.

     

     

    [Ci sei tu e io m'illumino, mi agito]

    February 01

    [01.02.08-01.02.09 "dipendenza"]

     

     

     

     

    Sono dipendente da una persona che mi fa sentire libera.

     

     

     

    [01.02.08-01.02.09]
    [un anno di Noi]
    [ti amo]

    October 14

    Quell'eterno istante

    Vedo la tua giacca sulla mia sedia, il tuo borsone sotto la mia scrivania, i tuoi documenti e i tuoi soldi ben impilati tra il disordine delle mie cose, il tuo cappellino sui miei libri, i tuoi vestiti con i miei ai piedi del letto.

    Potrei stare ore e ore qui
    ad accarezzare
    la tua bocca ed i tuoi zigomi
    senza mai parlare,
    senz'ascoltare altro nient'altro che
    il tuo respiro crescere,
    senza sentire altro che Noi
    nient'altro che Noi.

    Vedo il tuo viso, i tuoi occhi, le tue labbra in attesa di un mio bacio che tarda ad arrivare, ma che arriva.

    Potrei star ferma immobile
    solo con te addosso
    a guardare le tue palpebre
    chiudersi ad ogni passo
    della mia mano lenta che scivola
    sulla tua pelle umida
    senza sentire altro che Noi
    nient'altro che Noi.

    Non vedo. Le lacrime me lo impediscono. E' felicità. E' pura.

    Non c'è niente al mondo
    che valga un secondo
    vissuto accanto a te, che valga un gesto tuo,
    o un tuo movimento,
    perché niente al mondo
    mi ha mai dato tanto
    da emozionarmi come quando siamo Noi,
    nient'altro che Noi.

    Vorrei che questo istante durasse in eterno. 

    Potrei perdermi guardandoti
    mentre stai dormendo,
    col tuo corpo che muovendosi
    sembra stia cercando
    anche nel sonno di avvicinarsi a me,
    quasi fosse impossibile
    per te sentire altro che Noi,
    nient'altro che Noi.

     

    [Ci sono interventi che, chissà per quale ragione, decidi di non pubblicare e restano salvati nelle bozze.. Poi ne ritrovi uno, questo, datato 07.05.08 e a distanza di cinque mesi lo rileggi e capisci che quell'istante, avendolo vissuto e scritto, durerà davvero in eterno. Grazie per gli infiniti indimenticabili momenti che mi hai fatto passare in otto mesi. Grazie per tutti quelli che mi farai vivere. Ti amo.]

    October 08

    La mia normalità

    M: hai presente quando speri tanto in qualcosa che è impossibile e paradossale..e poi..si avvera?
         ecco, è stato quello
    I:   ho presente
         [...]
         ed all'inizio la vedevo così
         come un sogno insensato
         una cosa in cui non avrei mai realmente creduto
         perché vedevo troppo utopistica
    M: [...]
         e ora invece è tutto così normale..è fantastico..
    I:   lì è poi davvero la bellezza del tutto
         amare la normalità
         penso sia la fortuna più grande che si possa provare
    M: in che senso?
    I:   nel senso che
         quando ami ciò che consideri normale
         è il massimo
         non sogni null'altro
         vuoi solo preservare la tua quotidianità
         che è perfetta così com'è

     

    E così mi ritrovo a pensare a quanto la parola "normale" sia vuota di significato fuori da un contesto specifico. A quanto questa parola, in bocca a gente sbagliata, abbia creato odio, differenze, pregiudizi. A quanto "normale" mi abbia resa anormale, diversa. A quanto mi faccia ridere che qualcuno creda ancora ciecamente in questa parola.
    Normale.

     

     

    [Sei tu la mia normalità che mi rende anormale, ti amo.]

     

    (grazie a Ilaria per la chiacchierata virtuale di un po' di tempo fa)

    May 18

    La Malinconia


    Stato d’animo di vaga tristezza, di struggente inquietudine e depressione costanti, caratterizzato dalla propensione al pessimismo, alla chiusura in se stessi e alla meditazione. [De Mauro]

    La malinconia è un sentimento simile alla tristezza, è una sorta di tristezza di fondo, quasi non consapevole. Una persona malinconica è spesso di nuovo triste dopo alcuni minuti. Tipico della malinconia è un atteggiamento triste e in alcuni casi depresso e privo di voglia di fare. [Wikipedia]

    È uno strano destino quello della malinconia. Prende anche se hai tutto. Il viso non mostra segni di sofferenza: è meglio una febbre che costringe a rimanere a letto malati. Se sei triste e stai soffrendo, dentro, nessuno capisce, nessuno ti crede; tutti pensano che sia un posa, uno strano modo di mettersi in mostra. [Romano Battaglia]

    La malinconia ha le onde come il mare, ti fa andare e poi tornare, ti culla dolcemente. La malinconia si balla come un lento, la puoi stringere in silenzio e sentire tutto dentro. E' sentirsi vicini e anche lontani, è viaggiare stando fermi, è vivere altre vite, è sentirsi in volo dentro gli aereoplani, sulle navi illuminate, sui treni che vedi passare. [Luca Carboni]

    La malinconia è la felicità di essere triste. [Victor Hugo]

    I momenti migliori dell'amore sono quelli di una quiete e dolce malinconia, dove tu piangi e non sai di che. [Giacomo Leopardi]

     

    Piango e non so di che. Piango e non so perchè. Piango, e se mentre piango cerco di capire cosa mi spinga a piangere, piango ancora di più. C'è anche da dire che ogni tanto sono consapevole del motivo del mio pianto, ma dentro di me urlo "come cazzo si fa a piangere per questo?" e concludo convincendomi che quel motivo in realtà è un più, è un motivo che si accumula agli altri, è un motivo che va ad appesantire un mucchio. Mucchio indefinito e, probabilmente, indefinibile. Mucchio su mucchio su mucchio su mucchio. E poi un brivido dentro, una scossa che attraversa i polsi e cerca di bucarmi i palmi delle mani, un nodo alla gola (non piangere, non piangere, non piangere), una lacrima, due, tre... E piango. Poi smetto, poi ricomincio, poi smetto, poi ricomincio. Non ne posso davvero più.

    April 28

    Vivo per...

    Vivo per gli interventi paralleli, anche per quelli scritti in ritardo.
    Vivo per i sabato sera.
    Vivo per l'attesa che separa un sabato dall'altro.
    Vivo per tutti i momenti che ho ancora da vivere.
    Vivo per tutti i momenti già vissuti.
    Vivo per i momenti vissuti negli ultimi mesi, i migliori della mia vita.
    Vivo per i sogni che faccio ogni notte, anche per quelli che mi lasciano turbata.
    Vivo per il mio pc e per il mio cellulare, che mi permettono di sentire sempre vicine le persone lontane.
    Vivo per i litigi in classe, anche per quelli che mi fanno stare male, anche per quelli che mi fanno piangere.
    Vivo per le "discussioni", perchè in fondo sono sempre seguite dai chiarimenti e dalle coccole.
    Vivo per le piccole cose, come un messaggio di buonanotte da chi me ne manda uno tutte le sere e da chi me ne manda uno quando mi pensa.
    Vivo per le rare telefonate con un amico, quando siamo entrambi stanchi e in fondo abbiamo poca voglia di parlare, ma abbiamo bisogno di credere che l'amicizia c'è ancora, anche se è nascosta bene.
    Vivo per le promesse di vedersi, anche quando poi non vengono mantenute.
    Vivo per chi viene su da Roma ed è cambiato tanto, ma in fondo è rimasto lo stesso di sempre.
    Vivo per le grigliate, per chi partecipa alle grigliate, per l'addetto al fuoco, per le vallette, per chi gioca a palla, per chi beve birra, per chi arriva quando c'è da mangiare, per chi bagna e non vuol essere bagnato, per chi fa discorsi seri, profondi e personali, per chi ha la conferma di ciò che già sospettava, per chi si ustiona dopo poco, per chi ha il segno delle maniche corte sulle braccia abbronzate, per chi organizza queste giornate.
    Vivo per fare felici i miei genitori, anche se spesso il risultato è l'opposto, ma vivo anche solo per un loro sorriso.
    Vivo per mio fratello, che mi fa sclerare come pochi, ma che è mio fratello e alla fine dentro siamo uguali.
    Vivo per Piazza B, per la Jumping, per l'happy hour delle due medie a cinque euro, per il bagno dell'Antico.
    Vivo per i bagni femminili dell'ultimo piano, unico luogo lontano dagli occhi della Roma (prof, se sta leggendo, sto scherzando! Non è vero! A scuola fumano solo al piano terra!)
    Vivo per il ritorno a casa in macchina dopo una bella serata, vivo per cercare parcheggio sotto casa, vivo per trovarlo, vivo per controllare se il parcheggio va bene, vivo per salire in casa e fumare in balcone, vivo per stare su quel balcone, vivo per rientrare, vivo per quella notte.
    Vivo per svegliarmi e "Buongiorno".
    Vivo per tenere il muso e dire "non ho niente", perchè ormai ho capito che basta pensarci un po' di più per capire che spesso sono io a sbagliare.
    Vivo per i miei diari delle medie, che mi ricordano che è con gli sbagli che sono cresciuta e diventata la persona che sono.
    Vivo per questo blog, anche se scrivo sempre meno, perchè mi piace rileggerlo e realizzare che ora, finalmente, sto bene.
    Vivo per te.
    Vivo per un tuo sorriso, per una tua risata, per un tuo gesto, un respiro, un sospiro, un battito.
    Vivo per amarti.


     

     

    "Vivo per lei da quando sai
    la prima volta l'ho incontrata
    non mi ricordo come ma
    mi è entrata dentro e c'è restata"

    April 01

    01.02.08 - 01.04.08

    Due mesi. Alla fine cosa sono due mesi? Tempo. Ma Noi non siamo tempo. Noi siamo fuori da qualsiasi limite di tempo. Noi è un mondo a parte.
    Noi degli sguardi di fuoco.
    Noi dei baci soffiati.
    Noi degli abbracci impercettibili dall'esterno, ma caldi dentro.
    Noi dei litigi che sono solo discussioni.
    Noi della gelosia del passato, che provoca nodi alla gola, e del presente, che fa sorridere.
    Noi dei sentimenti che nascono e si trasformano e si fanno sempre più intensi.
    Noi. Io e Te.
    Io che mi comporto da bimba viziata perchè voglio Te.
    Tu che no, ma poi che sì.
    Io che non ci credevo.
    Tu che ci credevi ancor meno.
    Io che non posso più stare senza Te.
    Tu che ti innamori.
    Io che in fondo lo sono sempre stata.
    Tu che "Quindi ora siamo io e te..esclusivo.."
    Io che sì, che non vedevo l'ora.
    Tu che per me sei perfezione.
    Io che scopro di avere più problemi di quanti pensassi.
    Tu che corri sempre al mio fianco.
    Io che la tua felicità prima di tutto, e poi sto male quando mi sembra di non darti abbastanza.
    Tu che hai paura di deludermi.
    Io che penso che, anche volendo, non potresti mai deludermi.
    Tu che ora sarebbe bello se fossi qui con me.
    Io che stanotte dovrò dormire sola.
    Tu che tanto comparirai nei miei sogni.
    Io che ti amo, ti amo, quanto ti amo? Tanto così.

    February 11

    Tutto è Noi

    Felicità.
    Tanta.
    Ogni giorno qualcosa da scoprire, da imparare.
    Ogni istante è una nuova espressione che viene copiata e riproposta dalla mente.
    Bisogno mentale e fisico di una presenza.
    Anche dolore.
    Perchè si sta su una nuvola,
    ma quando qualcosa ti spinge giù
    puoi cadere e farti male.
    Fitta al cuore.
    Poi passa, in fondo tutto passa.
    Basta un bacio a riportarti su quella nuvola, basta uno sguardo, basta una parola, basta un sorriso.
    Il nodo alla gola si scoglie, le lacrime sono di gioia.
    Ora ci sei, ora ci sono.
    Ora sono io.
    Ora sono.
    E tutto è... Perfetto.
    Tutto è Noi.
     
     
    E con le mani amore
    per le mani ti prenderò
    e senza dire parole
    nel mio cuore ti porterò
     
     
    January 28

    Buonanotte

    A chi scrive interventi quando non sa bene cosa fare delle proprie giornate, a chi lo fa per necessità.
    A chi domani avrà una giornataccia, a chi potrà dormire fino a mezzogiorno.
    A chi affronta i discorsi guardandoti negli occhi, a chi li evita spudoratamente ma con maestria.
    A chi ascolta Vasco, a chi lo ascolta con le cuffie nelle orecchie e le lacrime agli occhi.
    A chi canta a squarciagola, a chi alza il volume per non farsi sentire.
    A chi mangia tre focacce prosciutto e formaggio al giorno, a chi dovrebbe.
    A chi è sempre perfetto, a chi è maldestro ma con stile.
    A chi sta aspettando il principe azzurro, a chi l'ha già trovato, a chi non è proprio azzurro.
    A chi da piccolo giocava con i Lego, a chi oggi festeggia il loro 50esimo compleanno, a chi ci costruisce ancora qualcosa.
    A chi ha già iniziato a sbadigliare, a chi si sta preparando per uscire.
    A chi è uscito in balcone per fumarsi una sigaretta, a chi è rimasto in casa perchè può, a chi ha smesso di fumare, a chi non ha mai fumato.
    A chi mangia un pacco intero di cicles per fare uno scherzo, a chi deve fumare tempera perchè qualcuno si è vendicato.
    A chi "non so un cazzo" e prende otto, a chi "ho studiato tutto il giorno" e prende cinque, a chi studia e si vede, a chi non studia e rischia l'anno.
    A chi "mi vuoi bene?", a chi "vedi un po' tu", pensa.
    A chi ti chiede di sorridere, a chi sorride e tutto il resto si dissolve.
    A chi parla troppo, a chi si tiene dentro tutto, a chi parla troppo ma ogni tanto sa mantenere un segreto.
    A chi ha compiuto diciottanni questo Gennaio, a chi li sta aspettando con ansia, a chi li ha passati da un po'.
    A chi guarda i Simpson tutte le sere, a chi li preferiva alle 14:30.
    A chi "ora meglio, molto meglio", a chi "tu non mi basti mai".
    A chi sacrifica una notte di sonno per finire un libro, a chi ha tanti libri lasciati in sospeso sulla scrivania.
    A chi sogna di scriverne uno, a chi ha già iniziato.
    A chi riordina il computer ma si rifiuta di fare lo stesso con la camera, a chi tanto rimangono in disordine sia l'uno sia l'altra.
    A chi vede il sole brillare anche di notte, a chi quando vede la luna ripensa a cose non troppo passate.
    A chi scrive in balcone al freddo, a chi in classe durante una lezione, a chi conserva tutto, a chi cancella troppo.
    A chi si scopre troppo geloso, a chi la gelosia in fondo è normale, a chi sì, ma nei limiti.
    A chi legge blog e sorride, a chi legge e non capisce, a chi fa finta di capire, a chi nemmeno ci prova.
    A chi sta cercando di pubblicare un intervento da un'ora e mezza, a chi se lo aspettava diverso da come è venuto, a chi pubblicherà lo stesso.
    A chi entra in mutande in camera mia e lascia la porta aperta, a chi ammazzerebbe questo qualcuno, a chi si alza per chiuderla.
    A chi ama, a chi sta per amare, a chi non ama, a chi non amerà mai, a chi non sa cosa sia l'amore, a chi crede di saperlo e forse non lo sa, a chi ne parla ogni giorno, a chi evita di farsi domande.
    A chi si sente un po' calamita, a chi si sente un po' ferro.
    A chi è convinto di dover prendere il numero, a chi il numero l'ha preso ma non servirà a niente, a chi ha comprato una prevendita che non potrà mai usare, a chi possiede un invito che include il privè.
    A chi alle undici passate dovrebbe andare a dormire, a chi pensa che le giornate dovrebbero essere di 36 ore.
    A chi non trova un modo per finire in bellezza, a chi scriverebbe una canzone, a chi non vengono in mente canzoni, a chi finirà così.
     
    BUONANOTTE
     
     
    Piovono parole su questa città
    se la gente vuole ma quanto male fa
    noi ci alziamo in volo e loro sono fermi
    sola in mezzo a questo cielo non lasciarmi
     
    January 17

    moleskine

    "Ho abbandonato la mia moleskine sul pullman"
    "Come hai potuto?"
    "Già, come ho potuto?"
    "A me ne hanno regalata una"
    "Davvero? Che regalo stupendo!"
    "La mia moleskine è speciale però! Me l'hanno regalata già scritta"
    "Scritta?"
    "E sì, c'è scritto un pezzo di vita"
    "Io darei qualsiasi cosa per una moleskine con scritta la vita di qualcuno"
    "Beh, io ho dato qualsiasi cosa per riceverla. Ho dato i miei sentimenti, l'unica cosa che davvero possiedo"
    January 16

    Se ti tocco non hai più freddo

    P.N.
     
    Eccomi qua.
    Sono seduta su una sedia verde cigolante, davanti a me vedo Torino attraverso delle enormi vetrate.
    Alla mia destra una ragazza ripassa non so quale materia, si guarda intorno, si immerge di nuovo nella lettura, scrive un messaggio, si guarda intorno... E via così, probabilmente aspetta qualcuno.
    Anche io aspetto qualcuno.
    Alla mia sinistra alcune porte, una è socchiusa. Lì dentro c'è lei. E' lei che aspetto. E' per lei che ora sono qui. E' lei che "sono troppo felice". E' grazie a lei che sto bene. Non oggi, sempre da quando c'è, da quando è entrata con irruenza nella mia vita.
     
     
    [..una ventina di minuti dopo]
     
    E' uscita poco fa, sorridendo.
    Di quei sorrisi che ti fanno salire un brivido lungo la schiena, di quei sorrisi che ti riempiono, perchè sai che sono tuoi, sai che te li stanno regalando, sai che il merito è tuo.
     
     
    [..qualche ora dopo]
     
    Ci sono fiamme che pensi di spegnere, ma non lo fai. Quelle fiamme si ingrossano e a quel punto non pensi neanche più alla possibilità di spegnerle. Pensi magari a come evitare di provare dolore. Poi smetti di pensare anche a quello, l'importante diventa farsi scaldare. Diventa necessario essere a tua volta una fiamma per qualcuno, e continuare a scaldare.
    Se ti tocco non hai più freddo.
     
     
    January 15

    acqua

    Mi infilo sotto la doccia consapevole che sarà un benessere effimero.
    Leva del miscelatore completamente a sinistra, bollente. Un getto d'acqua improponibilmente calda mi colpisce la testa, sento le prime gocce scivolare lungo la fronte, sento il tepore sulle palpebre, le guance bagnarsi nuovamente, la bocca riempirsi.
    Nel momento in cui l'acqua tocca terra si alza una nuovola di vapore bianco che mi avvolge, che mi circonda, che quasi mi sostiene.
    Il mio corpo è ustionato, non sono più io a comandarlo, le mani.
    Mi chiedo se i problemi stiano davvero nel cuore e nell'anima, perchè mi sembra invece che affiorino sulla pelle e che l'acqua se li stia portando via nello stesso modo in cui potrebbe far scivolare della sabbia. Mi chiedo se il mio cuore è là dentro, tutto intero. C'è, lo sento battere, il battito è incredibilmente accelerato e potente, ma se non altro c'è. Mi chiedo in quale percentuale siano contenuti nel mio corpo la liberazione di un peso che mi opprimeva e la prevista delusione che ne è derivata. Direi un bel cinquanta e cinquanta.
    Ma l'acqua è geniale, continua imperterrita a scivolarmi addosso e a portare con sè qualcosa di incredibilmente pesante.
    Dove sarà finito quel qualcosa?
    Mica lo cerco, sto bene senza!
    La mia pace è finita, esco.
    Foto. Bam. Ho ritrovato quel qualcosa. Peso, sullo sterno.
    Inspira, espira.
     
    January 12

    Diciotto

    Ma in fondo quello che voglio è salire in macchina, è cercare un posto pregando San Parcheggino, è trovarlo, è fare la coda per comprare i biglietti, è il mio ultimo biglietto con la riduzione per minorenni.
    Ma in fondo quello che voglio è spaventarmi per una porta sbattuta, è saltare sulla poltrona quando compare un infetto, è sapere che lei è vicino a me, è stringerla per sentirmi protetta, è farmi spiegare ciò che non avrei mai capito da sola, è ridere, è insultare il film per l'ennesimo spavento, è ammettere che il film mi è piaciuto.
    Ma in fondo quello che voglio è ricevere un semplice messaggio di auguri prima di mezzanotte, è ricevere il primo messaggio del mio compleanno dalla persona che è con me, è ricevere messaggi attesi e inaspettati.
    Ma in fondo quello che voglio è dire "sono grande", è ripeterlo all'infinito per convincermene.
    Ma in fondo quello che voglio è uscire sotto la pioggia e infilarmi in macchina, è un giro a vuoto, è stare sotto casa mia, è parlare, parlare, parlare con lei.
    Ma in fondo quello che voglio è una Nutella enorme, è un biglietto di auguri di Bastardi Dentro, è un libro sui film e sui libri che guarderemo e leggeremo insieme, è la sua storia scritta per me, è la sua storia che parla anche di me, è doverla continuare, è nascondere gli occhi lucidi.
    Ma in fondo quello che voglio è tornare a casa e leggere tutto d'un fiato le parole dolci e amare, è soffrire con lei, è ridere con lei, è piangere per il magone e successivamente per la felicità.
    Ma in fondo quello che voglio è messaggiare con loro fino alle quattro, è sapere che domani ci sarà una sveglia, è sapere di non poterla ignorare perchè domani è il MIO giorno.
    Ma in fondo quello che voglio è essere svegliata poche ore dopo dal suo profumo che solitamente di prima mattina mi infastidisce, è adorare quel profumo perchè semplicemente è suo, è far finta di dormire per essere baciata sulla fronte, è ricevere i suoi auguri nel modo più dolce del mondo.
    Ma in fondo quello che voglio è uscire di casa con il batticuore pensando alla giornata che sta per iniziare, è prendere l'ascensore, è uscire fuori dal portone, è la pioggia.
    "Ma in fondo quello che voglio è che tu sia contenta, vederti sorridere e niente di più"
    Ma in fondo quello che voglio è scoppiare a piangere, è guardarmi intorno nella speranza di vederle, è chiamarla, è scoprire che non ci sono, è piegare il cartellone bagnato, è camminare velocemente verso la scuola.
    Ma in fondo quello che voglio è leggere un fogliettino appeso a un muro "Auguri Marta!", è staccarlo, è piangere, è accorgermi che un metro dopo ce n'è un altro, e poi un altro, e poi un altro ancora.
    Ma in fondo quello che voglio e correre per la strada sotto la pioggia seguendo quei biglietti, è staccarli uno per uno, è ridere, è andare a sbattere contro i passanti, è chiedere scusa con la voce rotta, è tornare a correre, è trovare un altro biglietto.
    Ma in fondo quello che voglio è entrare a scuola continuando a vedere e staccare biglietti di auguri, è entrare in classe in ritardo con gli occhi lucidi, è chiedere scusa alla prof, è sentire gli auguri della classe.
    Ma in fondo quello che voglio è un'ora di matematica passata a fare il conto alla rovescia per il cambio d'ora, è sentire la campanella, è alzarmi, è rischiare di cadere per raggiungerla, per raggiungerle.
    Ma in fondo quello che voglio è abbracciarle, è cercare nel modo più umano possibile di trasmettere loro la mia riconoscenza, la mia felicità.
    Ma in fondo quello che voglio è essere felice, è che lei sia felice, è cambiare per lei, è dimostrarle che posso migliorare.
    Ma in fondo quello che voglio è che lei mi ceda il posto per l'open day, è girare per la scuola abbracciando chi si è ricordato dei miei diciotto anni, è elemosinare auguri da chi proprio se n'è dimenticato, è perdonarli, è ringraziarli.
    Ma in fondo quello che voglio è spuntarle da dietro e sorriderle, è farmi saltare addosso, è ricordarmi quanto le voglio bene, è stare con lei tutta la mattina, è parlare degli anni passati insieme e degli anni da passare, è sentirla di nuovo mia, di nuovo presente, di nuovo noi.
    Ma in fondo quello che voglio è ricevere un secondo messaggio di auguri questa volta articolato, è piangere ancora, è ridere e piangere insieme, è non capire più nulla, è stare in questa condizione di parziale incoscienza, è stare così per lei, è sorridere per lei.
    Ma in fondo quello che voglio è raccontare a tutti quelli che incontro la sorpresa che mi hanno fatto stamattina, è ripetere all'infinito "stupendo", "stupende", è vederle ancora, è abbracciarle ancora, è farmi baciare, è farmi fare gli auguri.
    Ma in fondo quello che voglio è uscire da scuola e trovare lui tutto bagnato che mi aspetta, è ricevere il suo secondo bacio della giornata, è tornare a casa con lui alla ricerca dei biglietti che mi sono sfuggiti al primo passaggio.
    Ma in fondo quello che voglio è l'abbraccio dei miei, è raccontare per l'ennesima volta come il mio compleanno sia partito nel modo giusto fin da mezzanotte, è raccontare per l'ennesima volta la sorpresa del mattino, è far provare loro le mie stesse emozioni.
    Ma in fondo quello che voglio è bere un bicchiere di vino brindando con mio padre perchè "sono grande", è mangiare una torta con il numero 18, è ricevere in regalo qualcosa che sarà per sempre, è parlare della mia futura patente, è stracciarli in un test di teoria.
    Ma in fondo quello che voglio è ricevere un messaggio "apri il tuo diario", è trovarci dentro una lettera, è commuovermi per le parole dolci che ci sono impresse, è ripensare ai momenti passati con lei, è ripensare a cosa avrei potuto fare e non ho fatto, è decidere che devo rimediare.
    Ma in fondo quello che voglio è collegarmi a msn e leggere i messaggi personali di chi mi fa gli auguri, è ricevere le telefonate di due amici di infanzia, uno più vicino e uno più lontano.
    Ma in fondo quello che voglio è scrivere un intervento dedicato al giorno del mio diciottesimo compleanno, è piangere mentre lo scrivo, è piangere mentre lo rileggo, è cercare di capire cosa ancora manca, è finalmente capire che mancano tante emozioni che ho provato e che non sono in grado di riportare, è sapere che mi servirebbero giorni e giorni per descriverne solo uno, questo.
    Ma in fondo quello che voglio è vedervi sorridere, è sorridere a mia volta, è sapere che oggi voi c'eravate, è sapere che tutto questo è incancellabile.
    Ma in fondo quello che voglio è farvi sapere che siete importanti.
    Ma in fondo quello che voglio è essere grande pur rimanendo piccola.
    Ma in fondo quello che voglio è un compleanno come questo, indimenticabile.
    January 10

    Meno di quattro giorni ai diciotto

    "Quattro mesi alla maggiore età. [...] La prima volta che ho pensato ai miei diciotto anni ne avevo dodici e me ne mancavano sei. Sei anni, sono passati quasi sei anni. Ne sono successe di cose in questi sei anni! Chissà cosa succederà nei prossimi quattro mesi..." [Meno di quattro mesi ai diciotto. Intervento del 16 settembre 2007]
     
    Ora che mancano meno di quattro giorni (e precisamente 31 ore) ai diciotto so cosa è successo in questi quattro mesi.
    Dunque.
    Ho combinato più casini del solito, se devo essere sincera, scatenando le ire delle persone a cui tengo di più. Sono stata triste e felice, ma molto più felice che triste. Ho pianto, anche se molto raramente. Ho aiutato qualcuno in qualche situazione, o almeno spero che il mio aiuto sia servito. Ho provato a rimettere in piedi rapporti, alcuni riuscendoci altri non proprio. Ho sognato, sia dormendo che a occhi aperti, molto più del solito. Ho lasciato per strada alcune persone che prima o poi tornerò indietro a prendere, sono stata lasciata per strada da alcune persone che forse non torneranno indietro mai più. Ho sentito una persona lontana scoprendo che in fondo mi vuole ancora bene. Ho visto persone vicine ma le ho percepite distanti. Ho dato io stessa l'impressione di essere distante, spesso e volentieri. Ho traslocato in un universo parallelo fatto di pace e sogni e ora ho paura di tornare sulla terra. Ho passato intere serate in un angolo della collina. Ho affrontato cinque interrogazioni negli ultimi due giorni di scuola prima delle vacanze di Natale ottenendo risultati non troppo brillanti. Ho visto un po' di film. Ho fatto colazione a Porta Susa. Ho cantato e urlato e saltato al concerto di Vasco del 22 settembre. Ho guardato la Mole da lontano, poi da vicino, poi da dentro e poi dall'alto della Mole ho guardato in giù. Ho recuperato due debiti. Ho guardato Scrubs per giornata intere. Ho detto di voler bene a persone a cui decisamente ne voglio, ho smesso di dirlo ad altre che vorrebbero sentirselo dire, nonostante comunque ne voglia anche a loro. Ho perso la testa per persone che. Ho lasciato molte frasi in sospeso. Ho sciato il 25 Dicembre, perchè io credo nel Natale. Ho visto la neve scendere dal cielo lentamente, l'ho guardata mentre scendeva con lo sguardo di chi ha risolto un problema e si ferma a guardare con orgoglio le prove della sua soluzione. Ho pensato, forse non abbastanza per rendermi conto che stavo sbagliando qualcosa. Ho pensato, abbastanza per rendermi conto che a volte non si può tornare indietro. Ho pensato che probabilmente non ho nessuna intenzione di tornare indietro perchè sto bene così. Ho pensato che ci sono rapporti che si sono lacerati ma che non ho la forza, il coraggio, la pazienza di aggiustare. Ho pensato che devo impormi di farlo, altrimenti mi lacero io. Ho mandato decisamente troppi sms, ne ho ricevuti altrettanti. Ho cantato i cori della curva. Ho scavalcato da un bagno all'altro quando sono rimasta chiusa dentro. Ho girato senza meta per il centro di Torino. Ho sentito il solito perdente, che anche oggi ha dichiarato di aver vinto. Ho scritto interventi lunghi e abbastanza insulsi, ho scritto questo intervento, insomma. Ho deciso di scrivere un intervento bello per i diciotto anni e poi si è risolto in questo. Ho lasciato perdere preferendo pubblicare che cancellare tutto. Ho fatto, ovviamente, molte più cose di quelle che ho scritto ma non per questo le cose non citate sono meno importanti. Ho passato quattro mesi che in definitiva si sono rivelati belli. Ho.
     
    E quando ti accorgi
    che la sera è già lì
    che qualcosa finisce
    o comincia così
    I brividi, i brividi
    che senti salire
    sono quelli che ancora
    ...non riesci a capire!
    [Vasco. Una nuova canzone per lei.]
    January 05

    minuetto suona per noi

    Atteggiamento bimba viziata: on.
     
     
    Minuetto suona per noi, la mia mente non si ferma mai.
    Io non so l'amore vero che sorriso ha...
    Pensieri vanno e vengono, la vita è così...
    [Mia Martini. Minuetto.]
    January 03

    tempo, puf.

    "Il tempo non passa affatto. Non è un fiume, non è un nastro. Siamo noi che passiamo. E i cronometri e gli orologi e i calendari ci fanno passare a una velocità coordinata e del tutto indipendente dalle nostre percezioni. Ci trascinano con i loro ingranaggi apparentemente neutri e ineluttabili, finchè non riescono a buttarci fuori dalle nostre vite."
    "Come fai a dire così? Un'ora è un'ora."
    "Prova a toglierti l'orologio, e a non avere intorno nessun altro strumento artificiale di misurazione, e poi dimmi cos'è un'ora."
    "Sessanta minuti."
    "E cos'è un minuto?"
    "Sessanta secondi."
    "E cosa cavolo è un secondo?"
    "In che senso?"
    "Se solo smetti di pensare a una lancetta che scatta lungo una piccola scala circolare mossa da un meccanismo o da un circuito elettronico."
    "Eh."
    "Prova a dirmi quanto dura un secondo. Che confini ha."
    "Dura quanto dire u-no. I confini sono la u e la o."
    "Quello è lo spazio che impiega una lancetta a percorrere una tacca del quadrante di un orologio. Ma togliti dalla mente la lancetta e la tacca e il quadrante e l'orologio e il nome, cosa rimane?"
    "Non so."
    "Non rimane niente. Oppure tutto. Lo spazio è aperto di nuovo, fuori dalle leggi schiaviste dell'oggetività che non esiste."
    "Ma il ciclo della luce e del buio, esistono. Il ciclo delle stagioni."
    "I cicli sono infinitamente liberi. Infintamente. Non hanno niente a che fare con la meschinità persecutoria e riduttiva delle scale millimetrate. Li puoi estendere come vuoi, farci stare dentro tutto quello che ti pare. Tra uno spazio ciclico e uno spazio cronometrato e calendarizzato c'è la stessa differenza che c'è tra una zebra libera di galoppare per i prati e una zebra rinchiusa in una gabbia di due metri per uno in un serraglio."
     
    [Andrea De Carlo. Pura Vita.]
     
     
    Mi scivolano davanti momenti di vita che vorrei durassero in eterno. Puf. Oggi è un altro giorno, è un altro mese, è un altro anno. Puf.
     
     
    Vorrei dirti, vorrei
    ti sento vivere
    dovunque guardo ci sei tu
    ogni discorso sempre tu
    ogni momento io
    ti sento sempre più
    [883. Ti sento vivere.]
     
     
     
     
     
    December 10

    non sono finite

    E d'improvviso ricadi nel vuoto delle tue pene inesistenti.
    Nodo alla gola.
    Lacrime.
    E, cazzo, sono lacrime amare ancora una volta.
    Ci provi ad essere una persona felice.
    Perchè ci provi, è così.
    Ma ora hai un labbro che trema e non vedi lo schermo del pc perchè i tuoi occhi sono velati da un sottile strato di realtà.
    Perchè, poi?
    Basta, fai che la tua giornata finisca qua.
    Domani andrà meglio.
    Va già meglio.
     
    "Vivere e sorridere dei guai
    così come non hai fatto mai
    e poi pensare che domani sarà sempre meglio"
     
    December 09

    più e meno

    Più interventi paralleli, meno interventi divisori.
    Più abbracci, meno contare le luci.
    Più cioccolata calda, meno fingere di non volerla.
    Più amore incondizionato, meno gelosia.
    Più baci, meno chiedere baci.
    Più regali scritti, meno regali comprati.
    Più prestiti, meno regali.
    Più cantare, meno playback.
    Più messaggi di buonanotte letti al mattino, meno addormentarsi mentre si messaggia.
    Più foto, meno foto mosse.
    Più cioccolatini, meno "caramelle".
    Più 22 Novembre, meno 22 Dicembre.
    Più pianti liberatori, meno lacrime amare.
    Più amici da sempre, meno allontanarsi senza motivo.
    Più Vomìto, meno vomito.
    Più macchine blu, meno macchine azzurro-che-non-si-può-comprare.
    Più voglio e posso, meno voglio ma non posso.
    Più c, meno k.
    Più "allearsi", meno fare la guerra.
    Più guidare con una mano, meno guidare senza mani.
    Più esercizi in palestra, meno cadere di mento.
    Più Capodanno, meno questa lontananza che mi ferisce.
    Più segnalibri a forma di scimmia, meno orecchie alle pagine.
    Più scrivere un intervento quando si dovrebbe studiare, meno studiare senza voglia e concentrazione.
    Più "non è la soluzione", meno "basta".
    Più sillogismi, meno Aristotele.
    Più non farsi troppe domande, meno libri delle risposte.
    Più legarsi, meno aver paura di farlo.
    Più chupito all'Antico, meno attimi di tristezza.
    Più stare insieme anche solo per cinque minuti, meno chiedere cinque minuti quando proprio non è possibile.
    Più "se guardi in alto c'è ancora la luna", meno "si vede la luna persino da qui".
    Più Torino al contrario, meno paura di cadere.
    Più Uno, meno pescare due carte perchè non si dice "uno".
    Più Due, meno di chimica.
    Più Tre, meno tre meno meno.
    Più Cinque, meno andare alle Cinque Terre quando piove.
    Più Sei, meno trentasei.
    Più Curva Ovest, meno tafferugli con la Est.
    Più "ridere di te", meno ridere di me.
    Più dieci ore, meno quando passano troppo in fretta.
    Più tornare alle cinque, meno tornare.
    Più cappuccini, meno caffè.
     
     
     
    Sempre più te.
     
     
     
    December 02

    e fiamme.

    M: io non metto l'amore prima dell'amicizia... penso non siano paragonabili perchè vanno messi su due piani di giudizio distinti...però l'amore è più intenso, quindi scrivere d'amore è più facile, se vogliamo, perchè le emozioni bruciano sotto pelle..
    S: io vivo in maniera differente l'amicizia...per me brucia tutto sotto pelle
    S: io in amicizia tendo a dare tutto
    S: fino anche quasi a distruggermi
    S: è successo in passato
    S: ora diciamo che è un incendio circoscritto
    S: e faccio attenzione a dove arriva
    S: e ho l'idrante dei pompieri a portata di mano
    M: Sorriso
    S: sorridi perchè?
    M: per le precauzioni per non bruciarsi
    S: eccerto...non è che posso ustionarmi ogni volta
    M: ma quando ti ustioni ti rimane la cicatrice che è un ricordo indelebile
    S: ne ho parecchie...non ho bisogno di altre cicatrici per ricordarmi qualcosa
    M: se hai paura di bruciarti poi non vivi intensamente come potresti, non ti bruci, è vero..ma cosa ti rimane?
    S: il calore lo provi lo stesso
    S: non hai bisogno di buttarti nel fuoco per scaldarti
    M: se arriva un soffio di vento spegne la fiamma e tu congeli...e a quel punto di dimentichi anche di aver avuto caldo, prima..
    S: il vento alimenta un incendio
    S: se il fuoco è piccolo e si spegne allora non era così importante
    M: e se piove?
    S: e se piove allora uno deve star lì ad alimentare il fuoco, cerca un modo per ripararlo
    S: se ce la fa bene...se no vale lo stesso discorso di prima
    M: puoi mantenere un fuoco acceso per sempre?
    S: certo
    M: e un fuoco può spegnersi e riaccendersi?
    S: se c'è ancora la brace sotto sì
    M: e se c'è un fuoco basso e lo voglio spegnere, mi conviene pestarlo o aspettare che piova?
    S: dipende da te
    M: cioè?
    S: nel momento in cui lo vuoi spegnere decidi tu se pestarlo o aspettare che sia il tempo a farlo
    M: il tempo è un bastardo
    S: il tempo guarisce ogni cosa
    S: e via con le frasi fatte 
    M: il tempo è un grandissimo bastardo
    S: perchè?
    M: perchè se decidi di spegnere un fuoco pestandolo perchè non vuoi che si allarghi al 99% ti bruci un piede. se decidi invece di aspettare la pioggia, la pioggia arriverà dopo tanto tanto tempo, il fuoco si è allargato e tu ti ritrovi completamente carbonizzata e fradicia di temporale..
    S: oppure puoi semplicemente andartene e lasciare il fuoco lì dove sta.
    M: se te ne vai il fuoco si mangia tutta la tua casa...ok, tu non ti scotti, ma rimani in mutande!
    S: io parlavo di un incendio...comunque anche un semplice fuoco...basta togliergli l'aria
    M: tu sai come si fa?
    S: se togli l'aria al fuoco questo non vive più, se non lo alimenti più con la legna, se non stai lì a far la brace il fuoco muore
    M: ma il fuoco può alimentarsi con quello che trova!
    S: non a lungo
    M: mi sto deprimendo
    S: perchè?
    M: boh, mi è venuta voglia di carne alla brace e so di non poterla avere..
     
     
    Penso.
    ...e fiamme.
    ...e fiamme che ti scaldano da vicino.
    ...e fiamme che ti scaldano da lontano.
    ...e fiamme incapaci di scaldare.
    ...e fiamme che tremano.
    ...e fiamme che scoppiettano.
    ...e fiamme che generano fiamme.
    ...e fiamme che dilagano.
    ...e fiamme che ti costringono a scappare.
    ...e fiamme di cui diventi dipendente perchè senza il loro calore niente avrebbe più senso.
    ...e fiamme che tenti di alimentare con ogni mezzo a tua disposizione, ma che ti lasciano al freddo e distrutto per gli sforzi.
    ...e fiamme che invece vanno d'accordo con il tuo impegno e divampano, ti avvolgono, ti scaldano, non ti lasciano solo.
    ...e fiamme che hai sempre sottovalutato e che poi, quando meno te lo aspetti, ti bruciacchiano lasciandoti un segno, un dolce ricordo.
    ...e fiamme che, improvvisamente, si accendono e, mentre tu ti chiedi da dove sia arrivata la scintilla, si impadroniscono di te, ti catturano, ti ammaliano.
    ...e fiamme che vorresti si spegnessero, ma sei indeciso tra pestarle o lasciare che si affievoliscano da sole.
    ...e fiamme che decidi di pestare ma che non si spengono e ti bruciano, per di più.
    ...e fiamme piccole che s'ingrossano, e grosse che si rimpiccioliscono fino quasi a sparire.
    ...e fiamme che scoppiano enormi e ti scaldano, senza però bruciarti, senza lasciarti quella cicatrice che permette di non dimenticare.
    ...e fiamme che non curi ma che rimangono lì, in barcollante attesa.
    ...e fiamme che invece tenti di curare e di difendere accorgendoti poi che lo stai facendo invano, perchè si spegneranno comunque.
    ...e fiamme che, semplicemente, si spengono.
    ...e fiamme che si spengono, ma che conservano quel poco di brace che occorre a farle accendere ancora, e ancora, e ancora.
     
     
     
    [...e fiamme su cui butteresti una tanica di benzina]
     
    Grazie.
     
     
    November 25

    la luna che non c'è

    La voglio in faccia la verità
    e  se  sarà  dura
    la chiamerò  sfortuna
    ..maledetta  SFORTUNA!